51,151 – TRENTO DOC – MOSER

Torniamo oggi a parlare di un vino di Francesco MOSER.

Azienda già conosciuta qualche settimana fa con uno strepitoso Moscato Giallo – se siete curiosi potete leggerne la piacevolezza qui https://www.perunbicchiere.it/2017/03/19/moscato-giallo-moser/ – la ritroviamo oggi con un mare di bollicine: il suo 51,151 è un Trento DOC da applausi.

Il nome 51,151 deriva dallo straordinario record dell’ora che Moser conquistò a Città del Messico nel 1984 quando, in un ora, percorse 51 km e 151 metri ed entrò definitivamente nella storia del ciclismo mondiale.

Questo metodo classico Trento DOC fortemente voluto dall’azienda è realizzato con una selezione di uve Chardonnay, lavorate e raccolte a mano, provenienti dai migliori vigneti di proprietà della famiglia, con suolo prevalentemente calcareo, siti nel Maso Villa Warth ad un’altitudine di 350 mt, sulle colline di Lavis ad un’altitudine di 250 mt, fino a salire a 500-650 mt sugli impervi terrazzamenti della Valle di Cembra.

Le uve intere pressate, mosto fiore selezionato, fermentazione ed affinamento in vasche d’acciaio e barriques di rovere ed acacia fino al tiraggio, anticipano una seconda fermentazione in bottiglia, con lieviti selezionati, per almeno 30 mesi prima della sboccatura.

Questa meticolosa lavorazione ci sorprende nel bicchiere con il suo splendido colore: un giovane fieno con pulsazioni dorate nel quale danzano bollicine piene ed avvolgenti.

La curiosità di sentire cosa vuole dirci all’olfatto ci rende ladri e ci fa diventare peccatori: qui non ci sono però pene da scontare ma tante note che fanno di questo Trento DOC un jazz davvero interessante.

Le classiche note di lievito lasciano velocemente spazio ad una fresca erba di un infinito prato alpino che sale pian piano verso le rocce più alte: una mineralità leggera accompagna una sottile nota di liquirizia nera. Nel finale diventano chiari anche profumi di sambuco e anice stellato.

Lo assaggiamo con gioia e troviamo ancora il Trentino: la mela verde e la buccia dell’uva precedono il ritorno di note stellate.

Amaro non aggressivo (è un BRUT), un’asprezza interessante ed una acidità ottima lasciano un palato molto piacevole e la voglia di un altro sorso.

Ne vengono prodotte circa 30.000 bottiglie all’anno: almeno una, non fatevela scappare.

Una bollicina riuscita che porta con se un po’ dei luoghi unici nei quali è nata.

Il secondo assaggio di un prodotto MOSER ci fa scrivere che la qualità di questi vini è davvero alta: speriamo in un terzo assaggio!

Tutte le informazioni sull’azienda le potrete trovare qui: http://www.mosertrento.com/

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