I TRENTO DOC di Lisa Maria ENDRIZZI

Torniamo in Trentino dalle nostre amate bollicine e vi raccontiamo di due TRENTO DOC davvero interessanti della CANTINA ENDRIZZI.

Azienda storica di San Michele all’Adige, in provincia di Trento, fondata nel 1885 e tra le più antiche del Trentino, è guidata oggi dalla quarta generazione, il pronipote Paolo e sua moglie Christine. Una produzione importante con oltre 20 etichette da vitigni autoctoni ed internazionali: noi abbiamo assaggiato due espressioni dei 4 TRENTO DOC prodotti dall’azienda.

Prima di raccontarli “prendiamo in prestito” queste parole dal sito www.endrizzi.it : “Lo spumante Trento DOC Endrizzi profuma del fresco clima delle colline trentine e custodisce il fascino del vigneto Piancastello, uno dei pochissimi in Trentino strutturato come un autentico clos, circondato da boschi e allevato a guyot da oltre 30 anni, con viti di Chardonnay e Pinot Nero provenienti dalla Champagne. Come tutti i vigneti Endrizzi, il Trento DOC proviene da terreni coltivati con sistemi ecocompatibili, senza concimi chimici, in maniera naturale. I diversi Trento DOC di Endrizzi maturano sui lieviti dai 2 ai 5 anni, con un dosage minimo che non altera le caratteristiche delle uve d’origine.”

PIANCASTELLO BRUT RISERVA 2013: prodotto con uve Chardonnay e Pinot Nero, prima fermentazione divisa tra barrique e acciaio, maturazione di almeno 36 mesi sui lieviti e residuo zuccherino inferiore a 10 g/l. Nel bicchiere si presenta di una bella tonalità paglierina con tante piccole bollicine che non si stancano mai di farci compagnia. Al naso è molto fine con i tipici profumi di crosta di pane che si intrecciano a note di vaniglia e miele di cardo, a fiori di geranio. In bocca si presenta secco, con una buona gasatura ed una morbida e piacevole nota astringente. Una bollicina elegante per ogni occasione.

PIANCASTELLO ROSÉ BRUT RISERVA 2011: realizzato con uve Pinot Nero e Chardonnay, sosta per 60 mesi sui lieviti e, come il precedente, svolge la prima fermentazione in barrique e in acciaio. Anche in questo caso il residuo zuccherino è inferiore ai 10 g/l. È già un piacere guardare questo rosé: un rosa tenue, aristocratico, con numerose bollicine, rapide e molto fini. L’olfatto è sicuramente curioso: i piccoli frutti rossi dei boschi che circondano i vigneti li ritroviamo abbondanti accanto a note di boisé. In bocca è ricco, vivace ed appagante: ai piccoli frutti di bosco succosi si aggiunge una leggera sensazione di melograno. Una bollicina piena ed elegante: da stappare per fare bella figura con gli amici o semplicemente per volersi bene.

Dopo gli assaggi abbiamo chiesto alla quinta generazione dell’azienda di regalarci del tempo e Lisa Maria Endrici, timida ma tosta, ha così risposto alle nostre 6 domande:

Qual è la bottiglia che consideri il tuo biglietto da visita?

Il nostro Gran Masetto. E’ un vino che da un lato è tipico, perché è 100% Teroldego, dall’altra esce dagli schemi perché per metà viene appassito al freddo. Rappresenta moto bene Endrizzi, il nostro modo di pensare e agire: siamo produttori storici di Teroldego ma ci spinge sempre una grande voglia di sperimentare.

Qual è l’etichetta che più ti rappresenta personalmente?

Mi identifico molto con il nostro Piancastello Rosé, un Trento doc affinato 5 anni sui lieviti, femminile, serio ma contemporaneamente vivace come me.

Perché condurre un’azienda vinicola? Più soddisfazioni o più incertezze?

Produrre vino ti apre il mondo. Non è monotematico e si può unire ad altre realtà come l’arte e il viaggio, per citarne due. È una professione che entusiasma, che porta momenti di gioia e soprattutto di cultura. Anche se non si parla la lingua di chi ti sta di fronte, le emozioni sono universali.

Qual è stato il commento più bello ricevuto? E quello più brutto?

Per fortuna ho una memoria molto breve nei confronti di ogni tipo di negatività, quindi ricordo soprattutto quelli positivi. In generale quelli che più mi fanno gioia provengono dalle persone che capiscono che Endrizzi, pur avendo le radici nella terra, ha anche il coraggio di osare e intraprendere nuove sfide.

Cambieresti il tuo lavoro? Perché?

No. Anche se la mia famiglia produce vino da 4 generazioni ho sempre avuto la possibilità di scegliere cosa fare nella vita.

Quale augurio vorresti che ti facessi?

Continua così!

 

Noi facciamo a Lisa Maria l’augurio di continuare così e di continuare a fare bollicine che vorresti non finissero mai.

Tutte le informazioni sull’azienda ENDRIZZI le trovate qui: www.endrizzi.it

Amici, seguiranno altre bottiglie ed altre interviste: continuate a seguirci!

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