Cosa cambierà per i distillati?

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Regole nuove, cosa cambierà?

Emanate nuove norme che cambiano i disciplinari di alcuni dei distillati più apprezzati del mondo.

Le tanto attese novità legislative sul versante della produzione dei distillati sono finalmente arrivate. Novità che non coinvolgono la produzione nostrana di grappa che continua ad essere disciplinata dalle normative europee attualmente in vigore ma che provengono dagli USA, dalla Francia e dal Giappone. La prima novità, dunque, arriva dagli Stati Uniti: diamo il benvenuto al neonato Bourbon Whiskey del Missouri, menzione geografica che si aggiunge a quelle già note del Kentucky e del Tennessee. Sembrava infatti molto strano che uno degli stati più importanti per la coltivazione del mais e – soprattutto- noto per le sue foreste ricche della indispensabile quercia bianca americana fosse senza il proprio whiskey! Un’altra interessante novità, di cui non mi sono chiare ancora le conseguenze sul piano commerciale, giunge dal paese del Sol Levante. È stato promulgato il disciplinare del whisky giapponese al quale tutti i produttori dovranno attenersi per fregiarsi di tale menzione. Esso prevede che il “new make” non superi 95° alcolici e che il suo affinamento avvenga in botti della capacità massima di 700 litri. La novità più rilevante, tuttavia,

è che i produttori dovranno limitarsi ad utilizzare acqua e cereali locali, provenienti unicamente dal Giappone. Come verrà affrontata la nota penuria di orzo, solitamente importato dall’estero? Il whisky giapponese è destinato – almeno nel breve termine – a rinchiudersi in una costosa nicchia di mercato? Vedremo. Dal Giappone alla Francia, anche i cugini d’oltralpe hanno di recente variato le norme del Whisky Alsaziano, prodotto anche dall’azienda Miclò, negli stabilimenti di Laputroie, dove nasce il suo Welche’s Whisky. Le nuove norme, alle quale il produttore citato si atteneva già in maniera ancor più stringente e rigorosa , impongono ai produttori francesi un “new make” massimo di 80° alcolici e una capienza degli alambicchi di 3.000 litri massimo. I francesi sono quindi gli unici – in Europa – ad aver dato un limite alla grandezza degli alambicchi, proprio per evitare che il whisky alsaziano possa diventare un prodotto industriale. Bravi e coraggiosi. Restano invece immutate Le regole per l’invecchiamento: 3 anni minimo. Altra novità riguarda i quantitativi di zucchero ammessi nella vodka e nel brandy spagnolo. La prima potrà essere dolcificata con 8 grammi/litro di zucchero mentre per il distillato iberico è stata ammessa l’eccezione di un quantitativo di 35 gr./l. Questa eccezione si è resa necessaria per via degli affinamenti al quale è sottoposto generalmente il brandy spagnolo, affinamenti che avvengono solitamente all’interno di barili di sherry oloroso, o addirittura all’ interno di botti di Cosecha, vini naturalmente così dolci da trasmettere al distillato parte del loro fruttosio, edulcorandoli naturalmente.

Grazie a Pellegrini per l’articolo: https://pellegrinispa.net

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