Siccità e vigna – basterà una preghiera?

La siccità e la vigna.

In questi giorni siamo tutti travolti dalle notizie che riguardano la grande carenza idrica, il cambiamento climatico, i danni all’agricoltura, la desertificazione che avanza, i lavori di miglioramento delle reti idriche mai fatti e gli investimenti per rendere efficiente un sistema che fa acqua da tutte le parti (secondo l’ultimo rapporto Istat, che risale al 2021, per ogni 100 litri di acqua inseriti nei nostri acquedotti ne vanno persi 42) sempre promessi e mai arrivati. Chi sostiene che la causa delle mancate risorse da investire siano le tariffe troppo basse delle bollette (sembra che la nostra acqua sia la più economica d’Europa) e chi sostiene che le quasi 3000 società che gestiscono la rete non abbiano alcun interesse a riparare quanto di rotto c’è perché l’acqua non la pagano, incassano e basta.

I più importanti fiumi sono quasi ruscelli, i laghi si svuotano e le riserve idriche di montagna, a causa delle scarse nevicate invernali, sono già sotto i livelli stagionali.

Noi siamo usciti da tutti questi discorsi troppe volte ridotti a rimpalli nei talk show e abbiamo chiesto ad alcuni amici vignaioli come stanno affrontando questo momento molto difficile e che ad alcuni toglie il sonno.

Verdicchio

Tutti o quasi confermano che la crescita delle piante è decisamente più avanti rispetto al solito ma la situazione è molto diversa tra le regioni e i territori: alcune non stanno per nulla soffrendo altre rischiano gravi danni nel caso la siccità dovesse durare ancora 15 giorni.

La terra arida sollevata dal vento in alcune aree del Veneto si scontra con una crescita esagerata e senza sosta nelle Marche (se non in tutta la regione almeno in quelle aree che hanno avuto una buona fase di alternanza sole/pioggia nel periodo iniziale della crescita che ha dato l’energia di cui la vite aveva bisogno).

Il Piemonte centrale sta soffrendo tantissimo la carenza di acqua, le ordinanze comunali vietano l’utilizzo di acqua per usi non necessari ma lo stato di emergenza è sempre più vicino.

In Campania, sulla dorsale appenninica a circa 300/350 mt sul mare, i vigneti non hanno minimamente risentito della carenza di pioggia. La scorsa settimana ci sono stati un paio di temporali e al momento è tutto nella norma. Nel caso la siccità dovesse persistere, le aziende sono attrezzate per una irrigazione di emergenza.

Nel vicentino abbiamo invece situazioni dove si irriga “a manetta” e a risentirne è solo la parte fogliare delle piante perché tutte le risorse che riceve la vite vengono dirottate ai grappoli.

I disciplinari ci mettono del loro vietando in alcuni casi l’irrigazione se non quella di soccorso (quello che stiamo vivendo oggi non è ritenuto tale?) e permettendola in altri.

Molti viticoltori sono seriamente preoccupati, svegliandosi al mattino, sempre che abbiano preso sonno la sera prima, senza sapere cosa ne sarà del giorno e con la fondata paura di perdere un raccolto ad oggi molto promettente.

La natura chiede acqua e noi continuiamo a sprecarla, l’educazione civica ed il bene per la comunità sono ormai valori rari dei quali andare alla ricerca: purtroppo, la propria amaca dondolante sotto un getto di aria fresca è un diritto intoccabile.

Per la giornata di sabato (oggi) il cardinale di Milano Delpini invocherà la Madonna della Bassa affinché la provvidenza di Dio ci venga in aiuto: affidiamoci alle preghiere auspicando un risultato migliore di quello ottenuto dalle promesse degli uomini.

Qualcuno diceva “potrebbe andare peggio, potrebbe piovere”. Oggi sarebbe guardato male..

Se volete parlarne con delle giovani vignaiole, non perdete questo evento: SBARBATELLE – edizione 2022 | per un bicchiere

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