MAXIMO – Umani Ronchi e la sua Botrite

MAXIMO Marche IGT Sauvignon Blanc in purezza di Umani Ronchi
Un calice d’oro antico con velature d’ambra.
Un naso regale, nobile e prezioso: pesche sciroppate, albicocche disidratate, fichi secchi, datteri, scorze di agrumi verdi e candite. Polline e camomilla, cera d’api e pappa reale. Un sorso caldo e denso, ricco di frutti estivi essiccati, anche tropicali. Una vena acida ancora nitida. Finale molto lungo nel quale tornano i frutti mediorientali. Ne voglio ancora.
Vendemmia 2004. 14,5% vol
Ora qualche info dal sito del produttore:
Prima annata: 1992
Area di produzione: Marche, Castelli di Jesi. Viene creato nella parte più alta della tenuta di Villa Bianchi dove, grazie alle particolarissime condizioni climatiche determinate dall’alternanza tra elevata umidità e ventilazione più asciutta, a temperature piuttosto basse, le uve Sauvignon Blanc vengono intaccate da Botrytis Cinerea nella sua forma più nobile.
Il Vigneto: Il vigneto, di circa due ettari, è allevato a Guyot ed ha una densità di impianto pari a 4273 ceppi per ettaro. Esposto a nord, sulla cresta di una collina a 150 metri sul livello del mare, è impiantato su un terreno moderatamente profondo, franco argilloso-limoso, calcareo con presenza di scheletro da deposito alluvionale. La resa per ettaro è bassissima e raramente raggiunge i 30 q.li.
Vendemmia: E’ eseguita a mano, con le uve raccolte e trasportate in casse, e si svolge in almeno tre passaggi, da metà ottobre a dicembre. La cernita delle uve è estremamente delicata e mirata a raccogliere solamente quei grappoli, o porzioni degli stessi, che hanno raggiunto il giusto grado di concentrazione grazie all’attacco da parte delle muffe nobili. Vinificazione: Le uve vengono pressate intere per mezzo di una piccola pressa soffice. Il mosto ottenuto, dopo la decantazione statica, viene fatto fermentare, sui propri lieviti, ad una temperatura di 15°C per un mese. Il Maximo affina per circa un anno in piccoli contenitori di acciaio inox prima di essere imbottigliato. 
E se restiamo nelle Marche, quale altro vino ci viene in mente? Il Verdicchio ovviamente! Qui il nostro racconto sull’azienda Socci: I volti del Verdicchio di Marika Socci | per un bicchiere
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