Ruchè – il Clàsic di Ferraris

CLASÌC
RUCHÈ DI CASTAGNOLE MONFERRATO di Ferraris Agricola

Luce nel calice color rubino.
Tanti i profumi: intensa la spezia pepata seguita dalla marmellata di frutti rossi e ciliegie. Leggera la vena legnosa. Una bomba di profumo che riempie il naso anche nel momento dell’assaggio.
Al palato risulta succoso, morbido e caldo. Una viva acidità interagisce perfettamente con il legno e la spezia, note dominanti, in un sorso nel quale vengono incorniciate, perfettamente, le colline attorno ai vigneti nei caldi colori dell’autunno.
Una bottiglia perfetta.
Non abbiamo mai fatto commenti legati al costo di un vino ma in questo caso c’è un rapporto qualità prezzo probabilmente impareggiabile.

Qualche info in più, servono sempre:

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Mencaroni e il suo APOLLONIA

APOLLONIA. Il Nature Verdicchio in purezza di Federico Mencaroni.
Un paglierino giovane nel quale non mancano i riflessi verdi.
Un naso delicato e profumato: una fresca fragranza estiva maschile, con note fiorite di bianco spino, poi agrumi gialli, poi ancora uno spicchio di pera. Un sorso pulito, gustoso e morbido: le note che richiamano le sfumature del colore verde si chiudono nella classica nota della mandorla. Solo sul finale una nota di frutta gialla-arancione matura donata dalla permanenza in bottiglia. Vendemmia 2015 – sboccatura 2020.

Che dire se non che siamo di fronte ad un’espressione autentica di questo vitigno quasi indomabile.
Ps: ora non si chiama più Apollonia ma BRUT NATURE.

Qualche info tecnica che non guasta mai:
Sistema d’allevamento Guyot
Resa per ettaro 80 q
Epoca di vendemmia ultima decade di agosto
Il grappolo viene pressato sofficemente e velocemente con una resa in mosto fiore del 40%.
La fermentazione avviene ad una temperatura controllata di 16°C e l’anno successivo viene effettuato il tiraggio. Rimane da 40 a 60 mesi sui lieviti per poi essere degorgiato.
Viene messo in distribuzione 6 mesi dopo la sboccatura.

Mencaroni non è però solo Verdicchio:

URBANO: il rosso top di Mencaroni

MAXIMO – Umani Ronchi e la sua Botrite

MAXIMO Marche IGT Sauvignon Blanc in purezza di Umani Ronchi
Un calice d’oro antico con velature d’ambra.
Un naso regale, nobile e prezioso: pesche sciroppate, albicocche disidratate, fichi secchi, datteri, scorze di agrumi verdi e candite. Polline e camomilla, cera d’api e pappa reale. Un sorso caldo e denso, ricco di frutti estivi essiccati, anche tropicali. Una vena acida ancora nitida. Finale molto lungo nel quale tornano i frutti mediorientali. Ne voglio ancora.
Vendemmia 2004. 14,5% vol
Ora qualche info dal sito del produttore:
Prima annata: 1992
Area di produzione: Marche, Castelli di Jesi. Viene creato nella parte più alta della tenuta di Villa Bianchi dove, grazie alle particolarissime condizioni climatiche determinate dall’alternanza tra elevata umidità e ventilazione più asciutta, a temperature piuttosto basse, le uve Sauvignon Blanc vengono intaccate da Botrytis Cinerea nella sua forma più nobile.

L’Amarone di Terre di Leone

Amarone della Valpolicella di Terre di Leone – Viticultori in Valpolicella Classica – Winery, produttore di grande qualità, pulizia ed eleganza.
Un blend di uve così suddiviso dalla vendemmia 2009: 40% Corvina, 30% Corvinone, 20% Rondinella, 10% Oseleta.

A metà strada tra il granato e il mattone veste il calice di archi a presentare così la sua gradazione di 16,5% vol.

La sua ampiezza olfattiva è ricca di frutta succosa e selvatica, di piccole gemme rosse del bosco, di prugne disidratate, di vaniglia, pepe scuro e chiodo di garofano, di cuoio e carruba. Foglie di tabacco, leggere e dolcemente aromatizzate da toni caldi autunnali. Una sensazione confettata, dalla scorza dura dello zucchero al cuore della mandorla.

Un sorso che trasforma in tatto il profumo: bilanciato alla perfezione, tutto fianco a fianco in un’opera eseguita a regola d’arte, meritevole di un lungo applauso finale.

Per noi Terre di Leone è una certezza, a partire dall’assaggio di DEDICATUM: DEDICATUM – TERRE DI LEONE | per un bicchiere

Cantina Terre di Leone | Vini della Valpolicella

Masetto Doré – Endrizzi e lo Chardonnay

MASETTO DORÉ – Vigneti delle Dolomiti IGP.
100% Chardonnay.
Vigneto situato sulla cima di una collina di Pressano. I grappoli traggono particolare giovamento dall’esposizione a Sud, dall’ottima ventilazione offerta dall’Ora del Garda e dalla limitata produzione. Una resa per ettaro di 50 hl. Le uve sono vendemmiate al raggiungimento della piena maturazione biologica e prima della pressatura vengono selezionate manualmente. I grappoli ben maturi e sani sono scaricati direttamente in pressa soffice a polmone d’aria ed il mosto ottenuto dalla pressatura è fermentato senza decantazione in piccole botti di rovere francese ed acacia ungherese. Il batonnage è effettuato settimanalmente fino a fine dicembre e l’affinamento in legno prosegue fino all’imbottigliamento. Segue una lunga maturazione in bottiglia.

Alla vista un sole d’autunno.

Un profumo forte, deciso e saziante: frutta matura, ananas, pesca gialla, albicocca, poi la veste del legno lascia note di vaniglia e resina che si aggiungono ad un leggero erbaceo di timo, citronella e incenso.

Al palato arrivano in loop i profumi del naso che diventano tattili e sostanza. Un finale che non finisce nel quale accompagnano, a lungo, sensazioni di mandorle e uva passa.
Vendemmia 2018. 14,5% vol.

Endrizzi non sbaglia e si conferma, ancora una volta con questo assaggio, una cantina eccellente: scoprite anche il Masetto 2 Masetto Due di Endrizzi | per un bicchiere

Identità Golose Milano

 

Identità Golose non è solo incontri, convention con chef stellati e dibattiti su argomenti importanti, è anche una vetrina per presentare nuovi prodotti, nuove linee di accessori legati alla ristorazione, eccellenze gastronomiche e conferme di grandi e famose realtà del nostro meraviglioso paese. Anche se l’edizione di quest’anno è stata sicuramente condizionata dalla situazione attuale e dalla non semplice gestione di spazi, distanze, accessi e restrizioni, ha saputo portare novità e conferme al visitatore.

Noi, da visitatori, vi raccontiamo i nostri assaggi e le nostre impressioni.

La sezione vino pensiamo sia stata purtroppo la più penalizzata (in termini di presenze) ma siamo riusciti a trovare comunque alcune chicche: il consorzio del Timorasso ha proposto una bella selezione di etichette giovani ed evolute tra le quali abbiamo molto molto (è volutamente ripetuto) apprezzato 2 produttori su tutti, Claudio Mariotto ed Ezio Poggio (produttori che non hanno certo bisogno di presentazioni). L’assaggio della vendemmia 2019 sottolinea con estrema chiarezza come il terreno marchi e caratterizzi l’uva, come una pianta riesca ad assorbire unicità del territorio che trasformerà un vino in un’opera unica. Il Derthona di Mariotto si presenta ricco e profondo, con note di frutti gialli, anche maturi e tropicali, e qualche cenno pietroso. Un sorso generoso e complesso ma con una morbidezza che chiude su note mandorlate. Archetipo di Ezio Poggio si presenta invece fresco e minerale, un naso nel quale si mostrano con prepotenza gli agrumi e le note verdi. Un sorso minerale, sapido e con una vena acida ben amalgamata in un sorso sempre invitante. Ezio Poggio | Produttore di Timorasso in Val Borbera – Home

Tra le etichette evolute merita sicuramente un forte applauso il Derthona 2007 – di Claudio Mariotto – che dimostra il grande potenziale di questo vitigno: un’evoluzione che amplia le sensazioni fruttate della vendemmia recente portandole a livelli di sovra maturazione delle uve, note passite eleganti legate ad una struttura densa nella quale non manca un sostegno acido. Un assaggio inaspettato e per il quale ringraziamo Simone Chiesa, cellar manager dell’azienda. Claudio Mariotto Viticoltore in Vhò

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Lanfora di Colle Adimari

LanforaCabernet Sauvignon IGT Toscana

Le uve cabernet sauvignon vengono raccolte a mano nel loro momento favorevole, vinificate in purezza in acciaio, con rimontaggi all’aria, lunga maturazione sulle bucce senza temperatura controllata, e affinate in piccole anfore di terracotta per nove mesi.

Si presenta di un bel granato con le prime sfumature del tramonto.

Naso di spezie chiare, pepe bianco, poi del vegetale verde, molto profumato e freddo, a ricordare la menta glaciale, poi una vena ferrosa e le more mature. Una nota di cuoio si presenta in chiusura. Ad occhi chiusi un puff di cipria.

In bocca è morbido e ricco: i ribes delineano il campo del colore rosso, un campo però ampio nel quale si trovano l’eucalipto, che sposa in veste balsamica la fresca nota al naso della menta, e un’interessante tocco di calce. Se ne va lasciando il palato con una leggera velatura tannica. Vendemmia 2018. 13% vol.

“ca@@o che buono!” si può dire? Oramai l’ho detto.

Bravissima Virginia di Colle Adimari. Le Vignaiole 2.0 colpiscono ancora 👍🏻👍🏻

Lanfora raccontato da Virginia in occasione della presentazione, sulle nostre pagine, delle Vignaiole 2.0: Virginia Rossetti – Colle Adimari | per un bicchiere

Il sito dell’azienda è Home – Colle Adimari – Azienda Agricola