Duck Dive Gin sulla cresta dell’onda

Duck Dive Gin.
La storia di questi 4 amici (Daniele, Marco, Federico e Giuseppe) è già stata raccontata e scritta diverse volte e la riassumiamo cosi, in 4 parole: amicizia, libertà, leggerezza, vita. Un London Dry in chiave moderna che ha cercato la sua caratteristica principale dall’altra parte del pianeta e l’ha affidata ad Eugin Distilleria Indipendente di Meda per realizzare un gin unico ed impeccabile.
Poche le botaniche (meno male): si parte dal Lemon Myrtle australiano (in foglie essiccate), poi scorza d’arancia, radici di angelica, coriandolo, iris. Ovviamente c’è anche il ginepro, nostrano questa volta, raccolto in Emilia.
Al naso il Lemon Myrtle la fa da padrone con la sua nota viva di agrumi che riempie il naso di colori: dal giallo al verde passando dal rosa per chiudersi in un caldo arancione. Piacevole balsamicità.

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Bricco delle Passere oggi e domani. Tibaldi

Bricco delle Passere oggi e domani.
Un’evoluzione verso la meraviglia, un esperimento ben riuscito delle sorelle Tibaldi.

Criomacerazione e la magia del contatto con le bucce: un’intensità mai sentita prima.
Un nuovo volto del Roero Arneis che vi farà ingrandire gli occhi.
Preparatevi a fare le X sul calendario e a contare i giorni: l’uscita ufficiale è prevista per il prossimo mese di marzo 😉

DU.IT – DISTILLERIA URBANA – Urbani per vocazione, artigiani per scelta

 

Oggi conosciamo DU.ITDISTILLERIA URBANA – giovane realtà fiorentina che unisce il nuovo alla tradizione e l’originalità al territorio creando nuovi piaceri per i nostri palati.

I 3 amici toscani veraci si presentano così:“La nostra produzione segue una filosofia molto semplice: produciamo solo ciò che ci piace. Questo è il sigillo di qualità DUIT. Le nostre ricette sono originali. Si parte da un’idea di bevuta per poi arrivare, attraverso numerose sperimentazioni, alla ricetta che ci piace: siamo i primi consumatori dei nostri prodotti e vogliamo che siano perfetti. Non ci interessa creare l’ennesima copia di prodotti mainstream né rincorrere le mode del momento. Vogliamo proporre qualcosa di unico certi che ci sia ancora voglia di andare oltre il conosciuto. Nel nostro opificio entrano solo prodotti di qualità: conosciamo personalmente tutti i produttori e vengono da noi lavorati a mano senza l’utilizzo di coloranti, conservanti e addensanti artificiali. La nostra città è il mondo a cui apparteniamo e il nostro spirito è quello di farle riscoprire sapori autentici e modi naturali di lavorare. Ci piace andare controcorrente, convinti di andare nella giusta direzione senza prendersi troppo sul serio. Siamo “volgari” nell’accezione più vera, cioè quella di essere schiettamente popolari.”

Una produzione interessante divisa tra amari, liquori e prodotti per miscelazione, tutti ricercati e quasi unici nel loro genere.

Nella nostra impegnativa serata abbiamo avuto la fortuna ed il piacere di perderci in 6 prodotti, alcuni dei quali indimenticabili, che vi andiamo a raccontare:

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Marika Socci – Vignaiola 2.0 di Cantina Socci

Siamo finalmente arrivati a lei, alla nostra amica Marika Socci, Vignaiola 2.0 marchigiana che ci presenta il suo vino del cuore:

“Fino a qualche anno fa, a chiunque mi chiedeva: “hai un sogno nel cassetto?!” Rispondevo: “Si! Avere uno Spumante tutto nostro”. Nel 2012, complice un annata meravigliosa e tanto coraggio, raccogliamo a fine Agosto la prima base spumante per provare anche noi ad intraprendere questa nuova avventura. Quasi impensabile che una piccola cantina come la nostra ce la potesse fare ed invece, dopo 36 mesi, nasce OUSIA: 680 bottiglie del nostro Spumante Metodo Classico, dosaggio zero, 36 mesi sui lieviti la prima uscita, 50 mesi la seconda uscita. Uno spumante fatto integralmente da noi in cantina con sboccatura a mano ed etichetta e cappellotti messi e stretti a mano. OUSIA parla di Verdicchio, parla di Marche, in una veste più elegante, quella del Metodo Classico. Il suo nome deriva da un termine greco che significa essenziale, sostanza: l’ho scelto proprio per dimostrare che con l’essenziale e un sogno ben preciso anche una piccola realtà come la nostra è riuscita a compiere una magia come la rifermentazione in bottiglia.

 

L’etichetta riporta gli occhi di mia mamma, colonna portante della nostra cantina, dipinti a mano da un pittore, mentre nella retro etichetta è riportata una dedica speciale di una persona che ci ha seguito fin dai primi assaggi, incoraggiandoci che quella era la strada giusta: “sostanza liquida satura di anima, essenza foriera di emozione. La forma diviene eleganza, negli occhi il suo carisma. – Francesco Saverio Russo –“

Marika ci racconta tanto altro della sua azienda, della sua piccola realtà nel cuore delle Marche, a Castelplanio, e del suo amato vitigno, il Verdicchio dei Castelli di Jesi.

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Noemi Pizzighella – Vignaiola 2.0 de Le Guiate di Noemi

 

Abbiamo quasi completato la formazione delle Vignaiole 2.0 ed oggi tocca a Noemi Pizzighella, de Le Guaite di Noemi, presentarci il suo vino del cuore:

“Il vino a cui sono più legata è difficile da scegliere, essendo due, ma oggi vi parlerò del nostro TANO.

È un vino nato per necessità e con la ricerca di rappresentare a pieno i nostri terreni e microclimi del vigneto Le Guaite. L’unico vino che produciamo senza appassimento e senza affinamento in legno, ma con solo affinamento in acciaio e bottiglia per minimo 4 anni. Ovviamente stiamo parlando di un Valpolicella fresco, con una freschezza molto importante, con le note classiche di ciliegia ma una mineralità molto spinta grazie ai 3 diversi terreni calcarei e basaltici che ci regalano note speziate di fumé. Ma la firma finale è quella nota vegetale di erba, capperi e salvia caratteristica della vallata di Mezzane. Questa bottiglia inoltre unisce le mie due passioni, il mondo del vino e quello dei cavalli: è infatti dedicato al mio ex cavallo Tano.”

 

Noemi si presenta così:

“Piacere, io sono Noemi!

Avevo otto anni quando scoprii la grande tradizione vinicola della Valpolicella.
Me la ricordo ancora bene la mia prima vendemmia: i grappoli maturi sotto il sole, l’odore del mosto che fermentava, il religioso silenzio che regnava all’interno della barricaia. Da allora molta strada è stata fatta e l’amore per la mia terra e per i suoi frutti non ha fatto che crescere dentro di me giorno dopo giorno, stagione dopo stagione. Oggi, dopo più di quindici anni di duro lavoro, sento che è giunto per me il momento di prendere in mano le redini di questa azienda e, senza mai dubitare dei valori del passato insegnatimi da mio padre e mia madre, di accompagnarla attraverso la sfide del futuro, per renderla grande nel panorama internazionale.”

Ed ora ci racconta qualche info in più su “Le Guaite” e sulla storia della sua famiglia.

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Diletta Tonello – Vignaiola 2.0 di Cantina Tonello

È il giorno di Diletta Tonello, Vignaiola 2.0 di Cantina Tonello, che ci presenta il suo vino del cuore: CLOE.

“La Durella è il mio vitigno del territorio, tanto semplice, quanto complessa; è un vitigno che si esprime bene nelle bollicine del metodo classico ma che io amo tanto vinificare anche come vino fermo. È una sfida che mi regala ogni anno grandi emozioni e grandi soddisfazioni e non a caso ho legato questo ciò al simbolo della terra, CLOE infatti era la ninfa della terra coltivata: i monti Lessini, di origine vulcanica regalano a un vitigno del genere la grande caratteristica che il terreno vulcanico può dare, non solo la mineralogia o la classica pietra focaia, ma parlo soprattutto della longevità. Ciò che mi piace di questo vino, e che per me ne aumenta l’incanto, è proprio il potere di sopravvivere nel tempo: matura negli anni ma, nonostante il tempo, dentro di se mantiene la sua vena giovane e fresca che le dà l’acidità!”

 

Io sono Cloe, sono la Terra, sono i Monti Lessini, sono il Vulcano, sono la Durella

 

Diletta Tonello, una giovane vignaiola vicentina che produce il suo vino nello splendido paesaggio dei Monti Lessini, area di derivazione vulcanica a cavallo tra le provincie di Vicenza e Verona (VENETO). La cantina si trova nel comune di Montorso Vicentino, piccolo paese pedo-collinare, situato nella Valle del Chiampo.

L’azienda, fondata dal padre Antonio negli anni ’80, oggi vanta di 12 ettari coltivati a vigneto. I vitigni che interessano la produzione di bottiglie aziendali (circa 6 ettari dei 12 totali) sono suddivisi in 2 vitigni autoctoni: la DURELLA e la GARGANEGA, e 4 vitigni internazionali: PINOT GRIGIO, CHARDONNAY, MERLOT e CABERNET. Fin da piccola è partecipe ai lavori in azienda, ed è da qui che nasce la passione per il mondo del vino che la porta a intraprendere studi agrari. Conseguito il diploma di PERITO AGRARIO diventa poi DOTTORE ENOLOGO nel 2013. Dopo gli studi e una serie di vendemmie fuori casa, Diletta è pronta a tornare più carica di esperienze per ricoprire oggi il ruolo di enologo della cantina e direttore commerciale delle vendite.

Qualche info in più:

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Silvia Zucchi – Vignaiola 2.0 di Cantina Zucchi

Eccoci di nuovo con le Vignaiole 2.0.

Oggi tocca a Silvia Zucchi di Cantina Zucchi presentarci il suo vino del cuore:

“Correva l’anno 2011, primo anno in cantina terminati i miei studi a Conegliano, e fu la mia prima creatura, la mia prima etichetta, dopo giorni di lotta con il mio papà, dalla vinificazione alla scelta della bottiglia, quando nacque lui: RITO, un Lambrusco di Sorbara in purezza ottenuto da una raccolta anticipata. Il nome RITO rappresenta ciò che per noi piccoli artigiani sono tutte le fasi necessarie per produrre un vino, dalla potatura alla fermentazione, dall’imbottigliamento fino alla vendita, che si concludono con il RITO della degustazione di una nostra bottiglia.

 

Ci si può poi soffermare a leggere l’etichetta: “In coppe di cristallo brilla, profuma in ogni sua stilla, il vino è una antico mito, berlo è un moderno rito. Di Dioniso e Bacco sei il mito, che noi rinnoviamo con il Rito. Questa bottiglia è quello scrigno che contiene il frutto del vitigno, il fermento lo trasforma in mito e noi bevendo rinnoviamo il rito. Alza il calice e bevi il bianco e il nero, nel vino è la verità, non è un mistero, il buon vino ha creato questo mito e l’arte di produrlo è sempre un RITO

Ora un po’ di informazioni sulla cantina Zucchi:

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