Supplizio della ruota – la TRIPEL di BOIA

SUPPLIZIO DELLA RUOTA

Questa TRIPEL nasce dalla fermentazione di due ceppi di lieviti belgi e ne prende la complessità.

Un oro leggero con una schiuma intensa, bianca e duratura.

Al primo impatto al naso ricorda una blanche, molto rafforzata, con note di coriandolo e buccia d’arancia, poi note di fieno e lieviti di pasticceria.

Un sorso generoso, dolce e che scalda: una riduzione di zucchero abbinata ad una speziatura di medio colore che parte dal coriandolo ed arriva a sfumature leggere di pepe.

Questa interpretazione di tripel transita velocemente, leggera e per nulla stucchevole.

Una nota amara molto fine ed un lato alcolico (8% vol) che sta nascosto fino al momento di alzarsi dalla sedia..

Anche questa è una birra riuscita.

Vi piacciono le AMERICAN IPA? Qui c’è quella di BOIA: BOIA e il primo assaggio – CULLA DI GIUDA | per un bicchiere

Boia Brewing Co – Birre Artigianali – Homepage

Identità Golose – presentata l’edizione 2021

Nuove date per la nuova edizione di Identità Golose – da sabato 25 a lunedì 27 settembre 2021 – e un tema importante “Costruire un nuovo futuro: il lavoro”.
L’edizione numero sedici della grande kermesse dedicata ai protagonisti della cucina e della pasticceria d’autore sarà organizzata come di consueto a Milano, negli spazi del Mi.Co., durante un periodo insolito per il congresso che, fin dal suo esordio, si è sempre tenuto nel primo trimestre dell’anno. Una scelta obbligata dalla necessità di pianificare l’evento in sicurezza, senza rinunciare agli elementi che l’hanno sempre caratterizzato.
Obiettivo sarà dare voce al mondo della ristorazione quando la pandemia che ha invaso le nostre vite avrà smesso – si spera e si prevede – di mordere “per riscoprire nei ristoranti non solo luoghi in cui le relazioni possono avvenire in sicurezza, ma in cui talenti, professionalità ed eccellenze del territorio devono continuare ad essere coltivati e valorizzati”.
Ecco il comunicato stampa, sperando che tutto torni alla normalità:

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Il Pinot Nero in purezza di Mirabella

In occasione dei propri 40 anni, l’azienda Mirabella Franciacorta
ha rilasciato degli eleganti cofanetti, in tiratura limitata a 500 esemplari, contenenti 3 bottiglie ognuna ottenuta da un unico vitigno che, quando assemblati, danno l’espressione massima della Franciacorta
e della loro storica etichetta DOM Riserva: Pinot Bianco, Chardonnay e Pinot Nero.
Oggi abbiamo assaggiato il Pinot Nero ed è stato un grande piacere.
Lasciato nella versione Nature per esprimere al meglio il potenziale.
Alla vista un platino carico.
Al naso note verdi vivaci, un leggero sbuffo di pepe bianco e la rugiada sui prati. I frutti si avvolgono ed una mela granny smith stringe a sé i piccoli ribes. Il profumo del sottobosco anticipa un sorso pieno e ricco di un finissimo perlage.
Secco ed astringente a dovere. Morsi di mela verde ed uva spina. Nel finale lungo sensazioni lignee e terrose.
Potrei non farne più a meno.. 😍😍😍
Qualche info: prima fermentazione in vasche di cemento ed affinamento di 36 mesi. Vendemmia 2015. Sboccatura 2019. 12,5% vol.
Ci era piaciuto molto anche il Rosè: Il rosé in versione Mirabella | per un bicchiere

BOIA e il primo assaggio – CULLA DI GIUDA

CULLA DI GIUDAAmerican IPA 6,2%
Questa birra rappresenta la visione americana di Boia Brewing Company.

Di colore oro, molto carico, con un bella schiuma bianca e di spessore.

Una luppolatura moderna con Nelson Sauvin, Azacca e Amarillo, porta al naso importanti note verdi e fruttate, agrumate prima (pompelmo) e frutta a polpa bianca (pesca) nella parte più vicina al nocciolo.

Il sorso è quasi pungente con una sensazione speziata. I malti e i luppoli si sono sposati bene e si completano sul palato in un gustoso dolce/amaro. La nota agrumata diventa scorza, ricordando quella dell’arancia amara, che assieme all’amaro dato dai luppoli restano a lungo in un finale che si asciuga pian piano.

Si fa bere piacevolmente 👏🏻👏🏻.

Promosso il primo assaggio di BOIA 👍🏻👍🏻👍🏻, non ci resta che proseguire 😉

Se volete scoprire di più su questo progetto vi basterà fare click qui: BOIA BREWING COMPANY: tutto da scoprire | per un bicchiere

Vi attira e siete curiosi di assaggiarla? Ecco il sito Boia Brewing Co – Birre Artigianali – Homepage

La Cuvée 744 di Jacquesson è arrivata!

Ci siamo, è uscita la Cuvée n° 744 Extra Brut di Champagne Jacquesson!!

L’assemblaggio di vini di una stessa vendemmia, provenienti da decine di parcelle, si completa con alcuni dei loro predecessori: i “vins de réserve”, conservati in cantina per diversi anni.

In questo processo diventa fondamentale catturare il meglio di ogni annata, evitando di negare le variazioni proprie di ogni raccolto.

Le Cuvées vengono numerate per datarle e per metterne in evidenza le differenti personalità. Annata 2016: uve raccolte ad Aÿ, Dizy, Hautvillers (55%), Avize e Oiry (45%). L’inverno e la primavera sono estremamente piovosi.

Le temperature, inizialmente miti, si abbassano a partire da fine febbraio, con forti gelate fino alla fine di aprile. L’ultima parte della primavera è soleggiata ma fresca mentre l’estate è molto calda e secca.

La vendemmia è iniziata il 19 settembre ed è terminata il 6 ottobre, con una pausa intermedia di qualche giorno dovuta ad una maturità parecchio eterogenea.

Alla raccolta, le uve sono mature e perfettamente sane; i vini sono aromatici e gustosi, con una menzione particolare per i Pinot noir, veramente ottimi.

L’assemblaggio è completato con “vins de réserve”. Prodotte 244.350 bottiglie, 9.905 magnum e 300 jéroboam. Dosage: 0,75 gr/l.

Qui i nostri assaggi delle Cuvée 741 e 740:

Cuvée 741 di Jacquesson | per un bicchiere

Jacquesson Cuvée N°740 extra brut | per un bicchiere

Questa meraviglia è distribuita in Italia da JACQUESSON (pellegrinispa.net)

 

BOIA BREWING COMPANY: tutto da scoprire

 

Abbiamo chiesto ai ragazzi di BOIA di raccontarci la loro storia e le loro birre e lo hanno fatto così:

“BOIA più che un birrificio è un concept che nasce a 4 mani tra la provincia di Varese e la Val d’Ossola nella primavera del 2020.

Un’idea assoluta nata dalla volontà di lanciare un beerfirm tra i 4 fondatori, Gabriele, Fabio, Matteo e Gianpaolo, 4 teste unite dalla stessa passione e dalla voglia di stupire.

Perché Boia? In molti se lo sono chiesto, alludendo anche a ideologie politiche che mai abbiamo minimamente voluto perseguire e dalle quali ci teniamo a prendere le distanza, sempre. Boia infatti nasce come imprecazione per eccellenza di quel 2020 assurdo, e per noi, che siamo nati in quest’anno nefasto, quale miglior termine per descriverne la sua memoria incancellabile?
Successivamente e in corso d’opera abbiamo deciso però di collegare BOIA alla figura professionale incaricata dell’esecuzione delle pene di morte e delle torture cercandola di reinterpretare con etichette che avessero un nesso “ilare” con le birre che produciamo e che raccontassero sempre questi strumenti e la loro leggenda. La filosofia produttiva è fortemente legata ai canoni nord europei: hazy, easy & juice. Hazy, nebulose velature, Easy, beva incredibile e Juice, succhi di frutta d’orzo. Il pay off è semplice e diretto, “We don’t accept responsabilities for our beers” a voi la scelta!
Da Dicembre 2020, Boia è seguita esclusivamente da Gianpaolo e Matteo, per cui svanita la possibilità di crearne una beerfirm, si presenta ufficialmente come spin-off del Birrificio Balabiott, di cui Matteo, Gianpaolo e Michele ne sono proprietari.

Ed ecco qui le birre, 5 etichette che colpiscono sicuramente lo sguardo del consumatore e che si fanno riconoscere tra le altre.

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Zamuner, il più francese tra gli italiani

La storia di Zamuner inizia negli anni ’80 quando il fondatore Daniele, direttore all’estero per la FRO (Fabbriche Riunite Ossigeno – bollicine erano ma non quelle in bottiglia!), ha avuto il coraggio e la determinazione di realizzare sulla collina morenica e calcarea di Sona lo Champagne oggi considerato il “più francese tra gli italiani”. Durante un suo viaggio in Francia alla fine degli anni ‘70 questo personaggio non senza un pizzico di follia si reca all’Istituto Enologico della Champagne e si fa rivelare i segreti della “mèthode champenoise”. L’Ingegnere ha dato prova di grandi capacità dal momento che non aveva alcuna tradizione enologica familiare, né alcuna esperienza o formazione specifica, ma è riuscito a costruirsi un personale percorso imprenditoriale che, oggi, pone il marchio Zamuner nelle alte sfere del panorama spumantistico italiano. Una passione che lo ha portato ad interessarsi, a domandare e a curiosare comprendendo da subito che in quei terreni morenici e calcarei che aveva a disposizione, o faceva un anonimo Bianco di Custoza DOC o si metteva a produrre contro corrente “bollicine” proponendo vini spumanti unici che rimangono per lungo tempo sui lieviti, affinché il Pinot Nero (il carattere e la longevità) e il Pinot Meunier (l’eleganza), con cui sono in gran parte realizzati, sprigionino tutte le loro peculiarità. Zamuner infatti utilizza per le proprie bollicine solo Pinot Noir, Pinot Meunier (uve non autoctone) e Chardonnay. Le bollicine di Zamuner vedono esclusivamente vetro, un elemento non trascurabile per la qualità di questo prodotto così come la scelta di Daniele, e ora della figlia Alessandra, di utilizzare solo le uve coltivate in azienda. Alessandra Zamuner oggi porta avanti la cantina quale amministratrice della società ed è fortemente convinta di continuare la filosofia del padre: privilegiare la qualità, non la quantità. Una produzione che con 4 ettari a vigneto si assesta dalle 30.000 alle 40.000 bottiglie a seconda della resa annuale condizionata dalle condizioni atmosferiche. Nel segno della tradizione voluto da papà Daniele quest’anno sono state impiantate 700 barbatelle di Pinot Nero e Chardonnay che andranno ad aumentare la produzione di questa eccellenza nel panorama enologico nazionale e internazionale.

Le tipologie realizzate da Zamuner sono 4 e così ce le ha raccontate Alessandra:

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