Come si produce il “RHUM DE GUADALUPE” IGP

Il nostro amico Samuel oggi ci parla del RHUM DE GUADALUPE IGP.

La storia del rhum francese cambiò radicalmente quando nella Francia continentale fu scoperta l’estrazione dello zucchero dalle barbabietole, a discapito dei numerosi zuccherifici da canna presenti nelle Antille che ridussero di molto la loro attività. Il conseguente calo della disponibilità di melasse (scarto di produzione dello zucchero) spinse le distillerie caraibiche a produrre rhum dal puro succo di canna, più vegetale e legato al terroir delle coltivazioni, che prese il nome di rhum agricole. Questo stile, divenne sempre più popolare in Francia nel corso del XX secolo, tanto da necessitare l’introduzione di disciplinari che ne regolassero la qualità.

Nel 1996 viene istituita l’AOC Rhum Martinique, mentre nel 2015 viene proposta una IGP per il ‘Rhum de Guadeloupe’. Meno rigida della prima, l’IGP indica che il rhum deve essere prodotto (dalla raccolta della canna fino alla maturazione) sulle isole Guadeloupe o Marie Galante. Viene consentito l’utilizzo della canna da zucchero officinarum, quella spontanea oppure degli ibridi, purché abbiano almeno 3 anni di ambientazione sull’isola. Sono vietate specie OGM. Read More “Come si produce il “RHUM DE GUADALUPE” IGP”

Come si produce il CALVADOS?

Il nostro amico Samuel ci racconta come si produce il CALVADOS.

Il calvados è un distillato di sidro, fermentato di succo di mela (e pera) tipico del nord Europa. Protetto da AOC, viene rigorosamente prodotto in Normandia, dove il disciplinare impone rigide regole da seguire, come l’obbligo di invecchiamento, il tipo di alambicco e l’utilizzo di specifici frutti per la produzione del sidro da distillare. Tra le AOC del calvados la più famosa è quella istituita nel 1963 a protezione del Pays d’Auge, considerata la miglior zona per la produzione di questo distillato, grazie a terreni poveri di sostanze nutritive che favoriscono la formazione di frutti piccoli e molto concentrati. Read More “Come si produce il CALVADOS?”

Come si “torba” il whisky?

Oggi è l’international whisky day e come probabilmente saprete i nostri preferiti sono quelli torbati: ma lo sapete come si fa a “torbare” un whisky? Ce lo racconta il nostro amico Samuel Cesana.

Un particolare stile di scotch whisky viene detto torbato, per via dei suoi spiccati sentori affumicati. Questi aromi vengono ottenuti bruciando la torba, combustibile composto da resti vegetali presenti nel terreno. Le torbiere, difatti, sono ricoperte da un velo d’acqua che impedisce la decomposizione dei residui organici, mantenendo intatta la struttura della vegetazione presente nel suolo. Sebbene la resa della torba come combustibile sia bassa, essa è la tradizionale fonte energetica della Scozia, essendo quest’ultima povera di legname. In passato era l’unica risorsa combustibile con cui venivano riscaldate le abitazioni e  cucinati gli alimenti. Read More “Come si “torba” il whisky?”

DALIS ROSSO: l’ultimo nato in casa Endrizzi

 

La linea DALIS nasce dall’unione dei nomi di Daniele e Lisa Maria Endrici, nuova generazione di Endrizzi. Freschi, innovativi e cosmopoliti come i loro creatori, questi vini sono il frutto di cuvée uniche, pensate per donare momenti di gioia in ogni occasione. Liberi dai disciplinari che vincolano le percentuali di uvaggi nei vini tradizionali, i DALIS puntano tutto sul gusto e non sulla familiarità di un’unica denominazione conosciuta. La loro creazione è il frutto di anni di ricerca e sperimentazione enologica, portata avanti con l’obiettivo di restituire tutti i profumi dell’uva matura e delle vigne in fiore. Flower Power!

Di seguito alcune informazioni sull’ultimo nato: DALIS ROSSO.

Vitigno Teroldego, Petit Verdot, Merlot, Cabernet Sauvignon, Sangiovese.

Vigneti Sorni di Lavis per il Teroldego, Tenuta Serpaia, Podere Maremmello, Fonteblanda (GR) per le varietà Petit Verdot, Merlot, Cabernet S. e Sangiovese. Forma di allevamento a pergola, per il Teroldego; guyot per le varietà coltivate nel Podere Maremmello. Terreni misti di conoide torrentizia ai Sorni. Nel Podere Maremmello i terreni sono argillosi, cosparsi di pietrame di galestro, ricchi di elementi nutritivi e minerali che danno corpo e struttura al vino. La diversa giacitura, esposizione, origine geologica e l’originale microclima di ogni singolo vigneto, favoriscono  la produzione nelle uve di precursori d’aroma, base per lo sviluppo e la finezza dei profumi.
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Come le botaniche caratterizzano il gin?

Come le botaniche caratterizzano il gin? Ce lo racconta l’amico Samuel Cesana.

Il gin è un distillato ottenuto aromatizzando alcool alimentare neutro di diverse qualità (solitamente di origine cerealicola) già rettificato alla gradazione di circa 95°. In genere il risultato è uno spirito secco e fresco, fortemente caratterizzato dall’utilizzo di botaniche specifiche, le quali daranno un apporto più o meno intenso a seconda del tipo di lavorazione.
Le lavorazioni principali si possono ordinare in cinque categorie diverse:
STEEPING: metodo che prevede l’infusione delle botaniche in alcol neutro diluito a 25/50° (a seconda di ciò che viene infuso) e la ridistillazione dell’alcolato ottenuto. L’infusione avviene a temperatura controllata e può essere effettuata sia a caldo che a freddo, con effetti diversi nell’estrazione degli aromi. Il risultato infine può essere filtrato o lasciato all’interno del distillatore durante tutto il processo.
RACKING: Il racking prevede l’utilizzo di cestelli forati, posizionati all’interno dell’alambicco poco sopra la massa da disalcolare. Essi vengono riempiti dalle botaniche utili all’aromatizzazione, le quali verranno attraversate dai vapori in convenzione all’interno del distillatore permettendo un estrazione mediamente leggera degli aromi. Read More “Come le botaniche caratterizzano il gin?”

Thomas Hardy’s Ale “The Historical”: rilasciata la vintage 2018

Thomas Hardy’s Ale “The Historical”: rilasciata la vintage 2018

L’attesa è finalmente terminata: è disponibile sul mercato, distribuita da Interbrau, la Thomas Hardy’s Ale “The Historical” vintage 2018, maturata per sei mesi in botti di Scotch Whisky.

Dopo aver celebrato il cinquantesimo anniversario vestendo la Thomas Hardy’s Ale con un’inedita etichetta nera, anche la “The Historical” sceglie questa veste per l’edizione prodotta nel 2018, da poco disponibile sul mercato. Quasi un anno tra fermentazione e maturazione primaria in tank d’acciaio, lento affinamento in botti di legno e rifermentazione in bottiglia; un lavoro lungo e paziente, il cui risultato è finalmente svelato. Read More “Thomas Hardy’s Ale “The Historical”: rilasciata la vintage 2018”

Landeren, un vino speciale per una vendemmia sconvolgente (nel vero termine della parola)

Inizia il 2019: tanti buoni propositi, speriamo tanti assaggi, una nuova grafica e molta voglia di crescere.

Vogliamo iniziare con un esempio di forza, forse cocciutaggine (e meno male) e fiducia in se stessi ed in quello che si fa.

Tanti di voi sicuramente conosceranno la Cave Mont Blanc e di alcuni dei loro prodotti avevamo già scritto.

Oggi vi presentiamo l’ultimo nato dalla vendemmia 2017: LANDEREN, un vino molto particolare..

Queste le parole del produttore: “La Vendemmia 2017 rimarrà nella memoria dei nostri Vignerons come la peggiore degli ultimi 130 anni. A causa di due giorni di gelo con temperature a -5°C la produzione è stata compromessa a tal punto da perdere il 98,80% delle uve.

La maturazione ottenuta ha raggiunto una concentrazione polifenolica diversa dal consueto che è stata esaltata da un lungo affinamento in cantina durato un anno, durante il quale nel tino in acciaio le fecce fini sono state rimontate e portate in sospensione ogni 15 giorni per arricchire il vino delle sue potenzialità. Read More “Landeren, un vino speciale per una vendemmia sconvolgente (nel vero termine della parola)”

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