ZEPHIRO – TENUTA QUVESTRA

Ci spostiamo di pochi chilometri ed arriviamo nell’Oltrepò Pavese, nella valle Versa, a Santa Maria della Versa (PV) Località Case Nuove, e torniamo a parlare di TENUTA QUVESTRA (l’abbiamo conosciuta durante un evento GoWine http://perunbicchiere.blogspot.it/2016/10/go-wine-incontro-con-loltrepo-pavese.html) dove la passione per la terra e per la vite è il carburante che fa muovere questa realtà.

Ogni bottiglia che esce dalla tenuta nasce da una cura molto attenta delle vigne, estese su 12 ettari, per assicurare il massimo potenziale, dal solo utilizzo di rame e zolfo riducendo i diserbanti, passando da una potatura importante per lasciare poche gemme per ottenere un’elevata qualità ed un successivo diradamento per un’ulteriore selezione dei grappoli; la vendemmia manuale permette una cura meticolosa del raccolto.

Giunte in cantina, le uve prendono strade differenti – ovviamente – in base alla tipologia: pressatura molto soffice con rese molto basse per le uve destinate alla vinificazione in bianco con fermentazioni in acciaio ad una temperatura vicina ai 16°C, pigiature e lunghe macerazioni con rimontaggi e follature per la vinificazione in rosso con fermentazioni ad una temperatura di circa 27°C. Molto contenuto anche l’utilizzo di solfiti. Alcuni vini della tenuta prevedono un affinamento in barriques e tonneaux di rovere francese.

Ma raccontiamo quello che abbiamo assaggiato noi!

ZEPHIRO, un metodo classico rosè brut prodotto con uve Pinot nero in purezza raccolte nella prima decade di settembre: un mosto fiore ottenuto dopo una pressatura molto soffice con rese molto basse (pari al 50%) lasciato per un breve periodo a contatto con le bucce, lo rende alla nostra vista di un brillante e tenue rosa antico, color buccia di cipolla. Dopo una permanenza in vasche d’acciaio viene imbottigliato e riposa, prima della sboccatura, per un periodo non inferiore ai 24 mesi (alla serata nella quale abbiamo conosciuto l’azienda ci venne detto che la permanenza sui lieviti era di 48 mesi). Numerose, fini e persistenti le bollicine.

Al naso ha una buona intensità con profumi in armonia tra loro: piccoli frutti rossi come la mora rossa leggermente acerba, profumi di rosa e mughetto si accostano alle classiche note di lievito (non preponderanti).

In bocca è un’esplosione effervescente: le numerose bollicine, quasi a massaggiarci il palato, ci portano note lievemente aspre di lampone ancora acerbo. Un metodo classico intenso, molto fresco, e di buona persistenza: la sua acidità non fastidiosa ci lascia la bocca pulita anche dopo salumi grassi e formaggi a pasta molle.

Un metodo classico rosè molto interessante che ci permettiamo di suggerirvi.

Tutte le informazioni sull’azienda le potete trovare qui: http://www.quvestra.it/

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