Mencaroni e il suo APOLLONIA

APOLLONIA. Il Nature Verdicchio in purezza di Federico Mencaroni.
Un paglierino giovane nel quale non mancano i riflessi verdi.
Un naso delicato e profumato: una fresca fragranza estiva maschile, con note fiorite di bianco spino, poi agrumi gialli, poi ancora uno spicchio di pera. Un sorso pulito, gustoso e morbido: le note che richiamano le sfumature del colore verde si chiudono nella classica nota della mandorla. Solo sul finale una nota di frutta gialla-arancione matura donata dalla permanenza in bottiglia. Vendemmia 2015 – sboccatura 2020.

Che dire se non che siamo di fronte ad un’espressione autentica di questo vitigno quasi indomabile.
Ps: ora non si chiama più Apollonia ma BRUT NATURE.

Qualche info tecnica che non guasta mai:
Sistema d’allevamento Guyot
Resa per ettaro 80 q
Epoca di vendemmia ultima decade di agosto
Il grappolo viene pressato sofficemente e velocemente con una resa in mosto fiore del 40%.
La fermentazione avviene ad una temperatura controllata di 16°C e l’anno successivo viene effettuato il tiraggio. Rimane da 40 a 60 mesi sui lieviti per poi essere degorgiato.
Viene messo in distribuzione 6 mesi dopo la sboccatura.

Mencaroni non è però solo Verdicchio:

URBANO: il rosso top di Mencaroni

I volti del Verdicchio di Marika Socci

 

Qualche giorno fa siamo stati a visitare l’azienda Socci, piccola realtà marchigiana nata a Castelplanio nel 1973 tra le belle colline sulle quali crescono le viti di Verdicchio. Tre ettari di proprietà con piante che raggiungono i 40 anni e che affondano le proprie radici sulla collina di Monte Deserto, dove il terreno è ricco di calcare, ad un altitudine di 350 metri sul livello del mare: la collina assicura luce e calore alle vite, una buona escursione termica giorno/notte, e la brezza marina, che giunge asciutta e leggera, contribuisce a limitare l’umidità evitando la formazione di muffe. In pratica una condizione perfetta.

Siamo andati a trovare Marika, vignaiola moderna, schietta, innovatrice e ben salda alle proprie origini: sempre sorridente, innamorata, appassionata e fiera del proprio lavoro, che ci ha raccontato la storia dell’azienda, cosa comporta fare vino, il bello e le difficoltà, le soddisfazioni e gli imprevisti (compresi i cinghiali e i tordi che si mangiano l’uva..). Una vita invidiabile che deve però fare i conti con la natura.

La famiglia prima di tutto, un legame saldo che si nota sempre, nelle parole, negli sguardi con papà Pierluigi e nei vini.

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ISOLA – il Verdicchio di Mencaroni

ISOLAVerdicchio dei Castelli di Jesi. Vendemmia 2018.

Di colore paglierino scarico e con note al naso verdi, erbacee, fiorite, di melone bianco e prezzemolo.

Dimenticato nel bicchiere lascia uscire una leggera nota di confettura di albicocca.

Bocca fresca e soddisfatta: l’ingresso porta subito la nota di albicocca che velocemente viene sopraffatta dall’espressione selvaggia di questo vitigno che ci piace sempre molto. Il colore verde è sempre il dominante, che sia del filo d’erba o della frutta bianca non ancora matura. Un finale di mandorla delicato e ben persistente.

Una bottiglia molto piacevole che rappresenta bene il territorio. Federico Mencaroni Vini ci ha colpito ancora 👏🏻👏🏻👏🏻

Perché? Scopritelo qui: URBANO: il rosso top di Mencaroni | per un bicchiere

Federico Mencaroni – Innovation of Tradition