Un Lagrein Rosé molto buono. Alois Lageder

Un Lagrein Rosé molto buono. É giusto iniziare così questo breve racconto dell’assaggio..

Vendemmia 2018. Il colore ricorda un intenso tramonto.

Il profumo porta freschezza: fragoline, un gradevole chupa chups panna e fragola, sensazioni minerali e menta in foglie in chiusura.

In bocca scivola bene: un corpo non invadente, un tannino molto delicato, una vena acida ben amalgamata ed un piacevole sussulto di amaro nel finale.

Alois Lageder, per la nostra esperienza, è sinonimo di bontà 👏🏻👏🏻👏🏻.

Dal sito del produttore riportiamo la presentazione di questo vino: “Un nostro obiettivo dichiarato è tutelare la tradizione altoatesina del Lagrein rosato – detto anche Lagrein Kretzer – e di dare a questo vino un futuro. La sua antica denominazione tedesca deriva da Kretze, un setaccio utilizzato un tempo per estrarre il succo d’uva. Trattandosi di uve con bucce ricche di colore e tannino, si preferisce vinare in maniera immediata e leggera, per dare al vino una colorazione più chiara.”

Poggio Ridente può sorridere con questo Ruchè

Le giornate si accorciano, le temperature calano e la voglia di casa, che si fa sempre più forte, ci porta a stappare questo #ruchè di Castagnole Monferrato di Poggio Ridente Az.Agricola Biologica. Il colore è un rubino, scuro, pieno, con un’ombra arancio appena pronunciata. Maturazione solo in acciaio. Il naso vibra: marmellata di more casalinga, quella che riempie di profumo la cucina, frutti rossi sotto spirito, spezie dai colori autunnali che ricordano i vini caldi da soffiare, note di pellame ed una lievissima punta di zolzo. Al palato il tannino è morbido: una carezza di calore che porta le note volatili al tatto. Un finale lungo che lascia un leggero velo amaricante. Un vitigno che sa regalare davvero esperienze interessanti e che ci piace tantissimo ❤️. #biologico

LEZÈR, un rosso con le vesti di un rosato

LEZÈR. Un rosso con le vesti di un rosato da uve Teroldego, nato da un assemblaggio di 10 prove di vinificazione in anfora, legno, acciaio e cemento affinate per 4 mesi in vasche di cemento. Un bel violaceo acceso nel bicchiere. Il naso è il risultato di una spremitura di frutti di bosco, fragoline, lamponi abbinata ad una speziatura di cannella e chiodi di garofano ed a mazzolini di fiori di montagna. In bocca é fresco, succoso, giovane e brillante: golosi succhi di frutta genuini tornano in compagnia delle spezie che si fanno più leggere. Buono, buono, buono: un vino semplice che si fa bere davvero piacevolmente. Vendemmia 2018. “L’opera d’arte più grande è la pace” (Rainer Zierock) Azienda Agricola Foradori TRIPLE “A”

Il Sauvignon di cantina Ongaresca

100% Sauvignon. Veneto IGT. Vendemmia 2016.

Un paglierino erbaceo.

Al naso è pulito, ricco, fresco: la zagara, i prati aperti, i riccioli della vite, gli agrumi gialli e verdi, il pompelmo.

Al palato un’ottima acidità: freschezza intensa di verbena e ritorni nasali.

Lungo e piacevole.

13% vol.

Bravi i ragazzi di Cantina Ongaresca e Chiara Lain 👏🏻👏🏻👏🏻

KÈRMES: il Piceno di Accadia

60% Sangiovese e 40% Montepulciano vendemmiati interamente a mano: macerazione e affinamento in acciaio, poi minimo 3 mesi in bottiglia.

Questo è KÈRMES.

Il bel color rubino.

Tanto profumo: ciliegia matura, viola, note di terra, di foresta, di bacche di ginepro, di foglie di alloro. A seguire la fierezza della pietra ed un ricordo di salsedine marina.

La bocca si riempie come il naso: la nota alcolica di 12%vol. accarezza il palato e lo coccola a lungo.

Vendemmia 2016.

Rosso Piceno DOC.

Brava Evelyn Accadia. Accadia Vini

PEPATO, di nome e di fatto. Cantina Fontezoppa

PEPATO. Di nome e di fatto. Da uve Vernaccia Nera nasce questo Serrapetrona DOC di Cantine Fontezoppa dell’amico Mosè Ambrosi . Vendemmia 2015, 8 mesi in acciaio e 4 in grandi botti.
Rubino carico.
Al naso è intenso, quasi vellutato. Pepe nero in primis, poi ciliegia, frutti rossi, prugna. Un tannino morbido e leggero accompagna anche in bocca le note nasali.
Un finale lungo con chiari richiami speziati di pepe e noce moscata nel retronasale.
Un vino davvero particolare e molto interessante.
La nota di pepe in questo vino è data dalla molecola del Rotundone: approfonditene la conoscenza con questo articolo del bravo Francesco Saverio Russo ➡️ https://www.wineblogroll.com/2019/04/rotundone-precursore-aromatico-pepe-vino.html?m=1

Dosaggio ZERO UNO: la Franciacorta differente

Dosaggio ZERO UNO. #franciacorta di Andrea Arici. 90% Chardonnay e 10% Pinot Nero. Vendemmia nella prima e seconda decade di agosto. 30.000 le bottiglie prodotte.
Affina 6 mesi in acciaio sulle proprie fecce nobili prima del tiraggio, poi un affinamento in
bottiglia sui lieviti dai 18 ai 30 mesi.

Un paglierino molto chiaro e lucente.
Profuma di fiori bianchi, di pane, di agrume arancio quasi candito. Lontane sensazioni di nocciole e torroncino. Pietroso.

Al palato è secco, asciutto, minerale, sapido. A due anni dalla sboccatura ha forse perso un po’ di acidità ma si fa perdonare dalla sua grande piacevolezza. Resta a lungo la nota rocciosa, minerale. Tiraggio 3/16, sboccatura 12/17. 12,5 % vol. 🍾🍾🍾 Colline della Stella